Nel 2017, tra le colline più alte dei Colli Tortonesi, è iniziato un percorso che non aveva fretta.
Alberto Dell’Acqua visita per la prima volta Pozzol Groppo. I terreni sono incolti, i vigneti abbandonati, i ruderi silenziosi. È un luogo ruvido, vero. Non ancora una cantina. Non ancora un progetto. Solo potenziale.
Da quell’intuizione nasce Tenuta della Cascinassa.
Dopo due anni di lavori di bonifica, drenaggio e canalizzazione delle acque, nella primavera del 2020 vengono piantate le prime viti. Nel 2022 arriva la prima produzione vinificata interamente in tenuta. Oggi la proprietà si estende su circa 400 ettari, di cui 20 dedicati a vigneto, e produce circa 40.000 bottiglie l’anno (dato 2025), con un’attenzione assoluta alla qualità e alla sostenibilità.
Ma il vino, qui, non è mai stato l’unico obiettivo.
Un luogo da vivere, non solo da degustare
Fin dall’inizio, la visione della famiglia Dell’Acqua è stata più ampia. La tenuta non come azienda isolata, ma come paesaggio abitato.
Tra boschi spontanei, campi coltivati e silenzi profondi, prende forma l’idea di un’ospitalità diffusa: spazi recuperati con misura, camere immerse nel verde, ambienti pensati per accogliere senza alterare l’equilibrio naturale del luogo.
Un progetto che si inserisce in un contesto in evoluzione: nel 2027 riapriranno gli stabilimenti termali di Salice Terme, a pochi chilometri dalla Tenuta. Un evento che rafforza l’idea di un territorio che torna a essere destinazione.
Non un resort, non un’infrastruttura invasiva.
Piuttosto un’estensione naturale della cantina: un modo diverso di restare.
Il ritmo della terra
Alla Cascinassa ogni sviluppo segue lo stesso principio che guida la produzione del Timorasso: pazienza.
La biodiversità non è un dettaglio estetico, ma un fondamento.
Circa 100 ettari sono coperti da boschi spontanei, altri terreni sono destinati a coltivazioni e allevamento. Il paesaggio non è scenografia, ma sostanza viva.
Per questo l’ospitalità futura non nasce da un’esigenza commerciale, ma da un tempo lungo.
Quello necessario perché un luogo maturi, come il vino che produce.




